NIYA il respiro di Sara

Niya il respiro di Sara

NIYA IL RESPIRO DI SARA
Il mio primo libro, scritto all’età di 13 anni.

PERCHÉ HO COMINCIATO A SCRIVERE?

Eh eh; bella domanda! Perché ho cominciato a scrivere?!
A dire la verità forse il perché, di preciso, non lo so ancora. Avete presente quando vi svegliate una mattina e sentite la voglia di urlare qualcosa al mondo?!
Ecco, quel 20 ottobre 2013, ho ascoltato questo mio istinto, questo mio strano sentire. E non c’era nessuno, dietro di me, che mi diceva che non ce l’avrei mai fatta.
Mi sono buttata, con le idee non ancora chiare; mi sono fidata. E poi ho lasciato che fosse il cuore a guidarmi, ho abbandonato la Terra e, cullata dal respiro, ho iniziato questo mio viaggio adolescenziale, misterioso ma… attraente. Non è stato merito mio: ha fatto tutto il cuore. Sono miracolosamente riuscita a lasciare spazio a quella parte di me che non sempre utilizzo, che molto spesso trascuro, che forse non sapevo nemmeno di possedere. Potrei paragonarlo ad un lancio nel vuoto senza la certezza di avere un paracadute sulle spalle. Ma dopotutto la vita è una e non avrò altro tempo; perciò quello che voglio fare lo devo fare ora.
Ora mi piacerebbe condividere questa semplice storiella, che per me è stata molto d’aiuto.
Perché sono convinta che siamo esseri divini capaci di compiere miracoli, se guidati dallo Spirito giusto…

<< IL LAGHETTO GELATO (tratto da “I fiori semplicemente fioriscono” di Bruno Ferrero)
Una volta due piccoli amici si divertivano a pattinare su un laghetto gelato. Era una sera nuvolosa e fredda, i due bambini giocavano senza timori; improvvisamente il ghiaccio si spaccò e si aprì inghiottendo uno dei due bambini. Lo stagno non era profondo, ma il ghiaccio cominciò quasi subito a richiudersi. L’altro bambino corse alla riva, afferrò la più grossa pietra che riuscì a trovare e si precipitò dove il suo piccolo compagno era sparito. Cominciò a colpire il ghiaccio con tutte le sue forze, picchiò e picchio finché riuscì a rompere il ghiaccio, afferrare la mano del suo piccolo amico e aiutarlo ad uscire dall’acqua…
Quando arrivarono i pompieri e videro quanto era accaduto si chiesero sbalorditi: “Ma come ha fatto? Questo ghiaccio è pesante e solido, come ha potuto spaccarlo con questa pietra e quelle manine minuscole?”.
In quel momento comparve un anziano che disse: “Io so come ha fatto”.
“Come?” chiesero.
Il vecchietto rispose:
“Non aveva nessuno dietro di lui a dirgli che non poteva farcela…”.
– Ci sono forze sbalorditive dentro di noi, ma basta così poco a farcele dimenticare.>>

Sono sicura che ogni cosa che cerco, tutto quello che voglio o di cui penso di aver bisogno non è sulla Terra: sta dentro di me. Dentro ad ogni persona. Quello che penso sia necessario fare, è accorgersene, perché poi credo che sapremmo da soli cosa fare.
Certo, detta così sembrerebbe anche facile! ;)
Così, non potendo vivere nel mio piccolo Mondo New, ho deciso di portarlo fuori, ho deciso di trasformarlo in realtà.
Il mio mondo è importante. Come lo è per ogni persona. Penso anche che il mio mondo e quello di qualsiasi altro adolescente possano assomigliarsi.
Non è facile descrivervelo: è immenso, e la maggior parte di esso mi è ancora sconosciuta. Perché ho imparato che il cuore e la mente non hanno confini. Un po’ come il respiro: è cominciato, ma non si fermerà mai più. Mai.
Ecco, io mi sentivo un po’ diversa; a volte era come se parlassi un’altra lingua. La mia lingua. Diversa. Ma per molto tempo ho nascosto la vera me stessa agli altri. Per paura, paura del giudizio altrui. Paura distruttiva, logorante.
Penso che ognuno di noi si nasconda con delle maschere, per paura di essere se stesso.
Ma quel giorno Qualcuno mi ha suggerito di cambiare. Qualcuno mi ha insegnato che la vita è un’opportunità da non sprecare. E di nuovo io non ho fatto niente. Forse è stato solo, come si usa dire, un colpo di fortuna…
Quel giorno la mia mano ha cominciato a scrivere. Ogni cosa, bella o brutta. Ogni emozione, sana o negativa. Tutto.
Quel giorno, è stato proprio quel giorno, che ho capito che stavo nascondendo una parte importante di me. Stavo soffocando la vera ‘Sofia’, ormai incastrata sotto a tutte le maschere e i travestimenti che indossavo.
Per paura. Di cosa? Degli altri e del loro giudizio. Come se potessero ammazzarmi per questo mio essere ‘io’ e non ‘loro’.
Hey, io sono io, tu sei tu, ognuno è diverso. È questo il bello.
Ma il mondo spesso vorrebbe vederci tutti uguali: la moda, le tendenze; vogliono renderci robot ubbidienti e ciechi. Uguali. E molti di noi stanno cadendo in questa trappola senza neanche accorgersene.
Ma il 20 ottobre mi hanno aiutato, e ho capito. Il 20 ottobre Qualcuno mi ha sussurrato: “Puoi farcela! Non è impossibile!”.
E ora penso e ripenso a tutte le volte che quella voce mi ha incoraggiata ad agire, a tutte quelle volte che io ho detto: “No!”. A tutte quelle volte che non l’ho nemmeno sentita.
Penso e credo che ognuno di noi abbia questa voce dentro di sé.
E lentamente ho cominciato a sentirmi vera, vera dentro. E ho cominciato a guardare questa mia diversità con altri occhi, da un altro punto di vista. E mi sono accorta che il problema ero solo io: io che ingigantivo tutto, che vedevo cose che i cosiddetti ‘altri’ non notavano nemmeno. Io che mi vergognavo di essere me stessa. Ho cambiato angolazione e mi sono affacciata alla finestra del mondo. E tutto era così armonioso!
E ho iniziato a comportarmi nel modo più opposto possibile al mio mascherarmi per piacere alla gente. E mi sono sentita accettata, veramente. Accettata per quello che sono davvero, e non per quello che cercavo di essere! Mi sono semplicemente resa conto che il mondo è grandissimo, che c’è posto anche per una ragazza strana come me. Che c’è posto anche per il mio, forse insignificante, ma dolce Mondo New.
E… beh, cos’altro potrei dire? Sono felice!
E ora vi lascio con dei piccoli pensieri scritti a scuola nel diario durante le ore di supplenza. ;)
” 27/09/14 – E quando tutto sembra cadere a pezzi intorno a te, ricordati che è il momento migliore per tirare fuori la te stessa che è stata sommersa da ciò che proprio ora sta miseramente crollando.”
” 03/10/14 -Un solo piccolo complimento può cambiare la tua prospettiva di vita.”

 

WHAT ABOUT “NIYA IL RESPIRO DI SARA”

Che dire; è stata un’emozione fantastica riuscire a portare a termine questo mio piccolo desiderio, questo minuscolo sogno. Non è stato facile, però, crederci fino all’ultimo secondo. Sì, perché credo che un sogno si realizzi soltanto se ci credi davvero!
Penso che non dovremmo permettere mai a nessuno di dirci che non potremo mai farcela. Perché noi POSSIAMO farcela!
Il bello di un libro, secondo me, è la sua capacità di trasmettere le emozioni; la sua capacità di lasciarti senza fiato. Senza parole. Senza suoni. Solo con un po’ d’inchiostro e della carta. E noi cerchiamo mille modi per comunicare: usiamo i gesti, i simboli, i segni, gli sguardi, la bocca… mentre ad un libro basta soltanto un po’ di nero sul bianco.
Forse è per questo che pochi ragazzi adolescenti leggono. Perché il libro è forte, mette inquietudine. Basta solo avere il coraggio di aprirlo, la voglia di scoprirne i segreti. Il libro ti chiede tempo, amore, dedizione, entusiasmo.
E’ per questo che quasi nessun ragazzo legge: costa troppa fatica.
I giovani hanno altri interessi, sono impegnati 24 ore su 24. Non hanno tempo per i libri.
Molti ragazzi stanno male e passano le giornate a girare intorno ai loro problemi, continuano a pensare al loro ombelico, alla loro vita. Quando non sanno che in momenti come questi un libro è in grado di teletrasportarti in un altro pianeta. E’ in grado di farti dimenticare, almeno per un po’, la tua vita. Distoglie il tuo pensiero e attraverso i venti e le correnti della mente ti fa provare sentimenti appartenenti ad un altro essere. Ti trasforma.
E molti ragazzi, e anche molte persone, non sanno cosa si perdono!
E cosa dire del nostro novellino? Beh, mi piacerebbe che Niya riuscisse ad afferrare chi lo legge, spero che riesca a trascinare il lettore lì, lì dove tutto il mondo è perfetto (beh, non proprio perfetto ), lì dove soffia quel vento gelido mattutino, lì dove vedi i ragazzi recarsi a scuola con la cartella pesante, lo sguardo chino. Lì, dove i colori e le risate sono accese e vive, dove i piccoli problemi adolescenziali sembrano montagne da scalare. Forse non sarà così forte da riuscire a trasportare chiunque, perché in fondo non ho chissà che basi grammaticali o chissà quali tecniche o altro, ma sono felice comunque.
Mi piacerebbe tanto che avesse la forza di avvolgere di sè chi lo leggerà. Mi piacerebbe che riuscisse, almeno per un po’, a far tornare bambini i suoi lettori, neonati… semplici e liberi. Senza complicazioni. Veri, dentro e fuori.
Non è di certo un capolavoro letterario, racconta soltanto la storia di Sara, una ragazzina molto simile a me. Una ragazza che vorrebbe conservare in sè la Bambina che c’è in ognuno di noi. Sì, la BAMBINA, quella che di fronte ad un problema non si scoraggia, quella che davanti ad un offesa sa alzare le spalle e fregarsene, quella che in mezzo ad un dubbio o ad un’incertezza sa sedersi, sa riflettere e interrogarsi. Quella che in ogni momento sa essere felice. E credo che noi, di essere felici, non dovremmo stancarci mai.
Sarei felice se, con me e con Sara, chiunque potesse entrare nella meraviglia che possediamo, nella meraviglia chiamata Vita! Un viaggio insieme, corto e forse un po’ “incasinato”, ma comunque particolare e insolito. Perché è il viaggio che stiamo facendo tutti…
E’ una semplice storiella, breve e piccola piccola… è stato scritto senza nessuna pretesa…
Un romanzo che vorrebbe soltanto essere letto da persone disposte ad aprire il cuore all’universo che c’è dentro ognuno di noi…

 

CON LA PREFAZIONE DI MATTEO RAMPIN

Chi è?
Psichiatra, psicoterapeuta e formatore, da vent’anni studia e applica tecniche di derivazione ipnotica per conseguire l’eccellenza nelle prestazioni sportive, artistiche e professionali. È consulente personale di atleti, manager e artisti di livello internazione, e ha lavorato per decine di aziende private ed enti pubblici negli ambiti del cambiamento, dell’innovazione e delle procedure non convenzionali di soluzione dei problemi, argomenti sui quali ha scritto una trentina di libri pubblicati in Italia e all’estero, con diverse case editrici. Già ufficiale dell’esercito, è studioso di stratagemmi militari e scienza dei comportamenti ingannevoli; cultore di illusionismo, è esperto di ipnosi medica.
E’ laureato in medicina e chirurgia, specialista in psichiatria. Tra i suoi libri, per ricordarne alcuni, Come non farsi bocciare a scuola (Salani, 2012), Mozart era un figo, Bach ancora di più (Salani, 2014), Fede nella ragione (Marcianum Press, 2010), Versioni di Cristo (Ponte alle Grazie, 2009), Al gusto di cioccolato (Ponte alle Grazie, 2005), La mente contro la natura (Ponte alle Grazie, 2005), Tecniche di controllo mentale (Aurelia, 2004) e La psicoterapia come un romanzo giallo (Ponte alle Grazie, 2004).
E voi mi chiederete: “Cosa c’entra con te?”.
Non vi preoccupate, ve lo spiego subito: Matteo è un amico di mio papà, si conoscono da molto tempo e sin da allora si scambiano idee e consigli. E’ quel tipo di amico da cui si può sempre imparare qualcosa e con il quale puoi sempre condividere i tuoi problemi.
E’ arrivato poi il giorno in cui, io e mio papà, abbiamo cominciato a pensare a qualcuno che potesse scrivere una breve introduzione, una prefazione per il mio libro. Ed è stato quel giorno che abbiamo deciso di chiedere a Matteo di leggere il libro, con calma, e di provare a scriverci qualcosa, se l’avesse ritenuto opportuno.
A questa richiesta non si è certo tirato indietro anche se, ovviamente, abbiamo dovuto aspettare che terminasse di leggere il libro… impegnato com’è; ha però solo riferito al mio papà che avrebbe scritto volentieri quello che si sentiva di dire ma lo avrebbe fatto solo dopo aver letto completamente il testo.
Ed è stato in agosto che… ho potuto leggere queste righe incredibilmente speciali per Niya:
“Se la natura umana è misteriosa, l’adolescenza è un enigma avvolto dentro un mistero. E tutto quello che viene fatto da un’adolescente (com’è l’autrice di quest’opera) acquista qualche elemento inafferrabile, elusivo, impossibile da comprendere più di quanto non lo sia già ogni atto umano, se lo si vuole analizzare con gli strumenti della scienza e non invece sperimentare con l’intuito infallibile del cuore.
Questo “diario” nasconde forse molti più segreti di quanti ne presupponga per sua stessa natura ogni diario adolescenziale.
Un segreto che non siamo riusciti a districare è quello della quantità in cui sono ripartite, in queste pagine, l’arte inventiva e la vita reale. Ma ha senso interrogarsi su questo? Non è questo un falso dilemma? La risposta è: solo in parte, come capirà il lettore giunto a un certo punto della narrazione.
Perché quella che qui traspare è un’interiorità tanto ricca quanto complessa, della quale si intuiscono aspetti che quasi inquietano per la maturità che presuppongono, e al tempo stesso si scorgono inflessioni che richiamano alla considerazione tranquillizzante che “si tratta solo di un gioco letterario”.
Tuttavia, se gioco è, si tratta di un gioco che permette uno sguardo sui vasti campi di una mente e di un cuore in rapida o accelerata evoluzione: e quindi su panorami che comprendono squarci di caos, lampi mistici, lande malinconiche, asperità impulsive.
È molto interessante esaminare come questa giovanissima scrittrice affronti il classico problema dell’invenzione letteraria rapportata al “vero”: perché la labilissima linea di confine tra i due reami della fantasia e della lettura dei fatti realistica (ma sempre – ricordiamolo – costruita da una mente umana), coincide con l’altrettanto labile linea che solo forzatamente si può tracciare tra i due regni dell’infanzia e dell’età adulta; e quindi la narrazione è rivelatrice del nascondimento, o crittografia della verità della persona, molto più che nelle opere elaborate da autori anagraficamente adulti e quindi padroni di tecniche, espedienti, artifici letterari.
Qui ciò che sembra artificio non lo è, e viceversa, o forse no.
Forse questo elemento di instabilità, che è capace di turbare anche il lettore meno attento, rende così particolare, sui generis, incapsulabile questa opera, di fronte alla quale si avverte la necessità di esprimersi con cautela, con timore e tremore, con il rispetto che le cose sacre – come sono le espressioni della sensibilità adolescenziale – sempre esigono.”
Matteo Rampin
Agosto 2014
Per questo a lui vanno i miei più grandi ringraziamenti! Perché, se ci pensate, sono una perfetta sconosciuta in questo mondo di libri, e lui mi ha aiutata a dare a Niya più valore.
Ero in Croazia quando è arrivata a mio papà la mail con questa prefazione, mi ricordo perfettamente. L’abbiamo letta tutti assieme dopo cena, ancora sotto il tendalino del camper. L’abbiamo letta una volta, ma poi mi ricordo anche che, con mio papà, ho cercato di “tradurla”: mai mi sarei aspettata un linguaggio così fine e perfetto, così preciso e profondo. Tutto un mondo racchiuso in una sola parola. Ed è questo che mi piace di Matteo: la sua misteriosità nello scrivere.
Una persona che, dopo averti posto una domanda, lascia a te la risposta…
GRAZIE ANCORA DI CUORE!

ANTEPRIMA E BOOKTRAILER

12 DICEMBRE 2014
Eccomi!
Ho deciso di non aspettare la presentazione del libro e così, per festeggiare l’uscita ufficiale della prima edizione (29 novembre 2014), ecco il book trailer di:
NIYA il respiro di SARA

Il video integrale iniziale, dalla durata di oltre 7 minuti lo trovate cliccando su questo video:

 

Il video postato su questa pagina, invece, dura circa 3 minuti e comprende solo alcune parti del book trailer integrale.
Buona visione!