UN SOFFIO DI TEMPO

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Credevate che avessi smesso di scrivere? Beh, la risposta è no, non ho finito.

La verità è che ultimamente sto riflettendo molto, non solo sulla mia vita, su quello che mi succede e sulle persone che mi circondano; sto cercando di capire e di ragionare un po’ sul tempo, o almeno sul significato di questa parola.

Il tempo viene considerato prezioso, non a caso assieme a lui vengono utilizzati verbi come “guadagnare tempo”, “perdere tempo” o “sprecare tempo”; sono tutti verbi che, in un modo o nell’altro, ci riportano al denaro e alla sua gestione (cos’altro si può guadagnare?).

La mia domanda a questo punto è: davvero il tempo si può GUADAGNARE?

Lymnis sta per lemniscada, la formula matematica del simbolo dell'infinito (l'otto rovesciato orizzontalmente). Al contrario, il soffio di tempo dà l'idea opposta: non infinito, ma limitato in modo rigido e netto. È un mistero, il mistero del TEMPO

Lymnis sta per lemniscada, la formula matematica del simbolo dell’infinito (l’otto rovesciato orizzontalmente). Al contrario, il soffio di tempo dà l’idea opposta: non infinito, ma limitato in modo rigido e netto. È un mistero, il mistero del TEMPO. Pronti per una nuova storia?

È proprio il verbo giusto? È davvero così?

Tutti noi siamo stati cresciuti con questa idea, quella del risparmio del tempo: non perdere tempo, fai qualcosa di meglio. Oppure: siamo riusciti a prendere il treno delle sette anzichè quello delle sette e ventidue, abbiamo guadagnato 22 minuti.

Ma cosa ce ne facciamo di quei 22 minuti risparmiati?

Esiste forse una banca del tempo? Magari.

Il nostro tempo, allora, è flessibile? Se ci comportiamo bene e lo sfruttiamo bene allora il giorno durerà di più? Se lo sprechiamo allora lo finiremo in anticipo? No, no.

Allora perchè ci ostiniamo a parlare di tempo come se fosse una sorta di merce di scambio? Non è forse statico, il tempo?

Così una delle mie tante ipotesi è stata questa: è tutto legato alle sensazioni, alle emozioni.

Non è forse vero, infatti, che quando ci stiamo divertendo il tempo corre e che, al contrario, quando siamo a scuola ad ascoltare una noiosa lezione di storia, sembra eterno? La stessa ora può cambiare completamente in base alle situazioni.

E qui poi ci si potrebbe benissimo collegare alla teoria della relatività di Einstein che, prima di noi, ha confermato che tutto è relativo, che non c’è niente che non sia solo un’apparenza esterna, che spesso siamo noi che attribuiamo significati diversi al tempo che passa.

Se poi non vi è chiaro fatevelo spiegare da lui che ne sa più di me.

Tornando al tempo, ho riflettuto ancora.

Quante volte diciamo “non ho tempo”? Perchè, forse il tempo si può investire?

Quante volte ci lamentiamo perchè vorremmo fare molte più cose e non possiamo perchè “non c’è abbastanza tempo”? La colpa è del tempo che non basta mai, oppure è nostra, che non lo sappiamo utilizzare al meglio?

Alla fine si va al lavoro per guadagnare i soldi e per prendersi la macchina nuova che poi viene usata per andare al lavoro. È una ruota che gira e forse è così anche per il tempo…

Lavori, compri, consumi, muori.

WORK, BUY, CONSUME, DIE.

È difficile capirci qualcosa, dentro a tutte queste domande che si schiantano dentro al cervello.

 

Così, andiamo al dunque: se il tempo è uno solo e resta lo stesso per ognuno di noi, indipendentemente dall’uso che ne facciamo, senza mutare; eppure noi lo vediamo come un qualcosa che si può vendere, comprare, guadagnare, sprecare, investire, eccetera… non significa forse che è davvero importante?

 

Per questo sono arrivata alle mie tre parole: SOFFIO DI TEMPO.

Il tempo è un soffio, perchè come il vento passa in un attimo e tu lo puoi solo percepire senza vederlo, e poi non sai né da dove viene e né dove va. Un po’ come se il nostro tempo fosse davvero eterno, ma non qui. Come se la Terra fosse solo una fermata di passaggio. Come se la meta fosse un’altra. Come il vento.

È proprio un soffio, quindi qualcosa di repentino, veloce, che dura un attimo e poi… via di nuovo. Chissà dove.

Che poi, se non avessimo inventato le ore, i minuti, i secondi; se non avessimo diviso la nostra esistenza in giorno e notte, in lunedì o sabato, in aprile o luglio; come sarebbe la nostra vita? Forse l’idea di “ciclo temporale” ci sarebbe estranea: invece di tornare al lunedì alla fine di ogni settimana, con l’apparente idea di ricominciare da capo, il tempo sembrerebbe più una corsa lunga e continua, un sentiero sconosciuto che ci porta lontano… non sempre al solito punto, non sempre al lunedì.

Lo so che sono contorta, a volte.

Lo so…

 

 

A breve nuovi aggiornamenti, intanto vi lascio con un articolo del Bassano week del 6 gennaio 2018:

Sofia Scapin è una ragazza di 17 anni di Stroppari, come le sue coetanee le piace uscire con gli amici, ascoltare le canzoni di Laura Pausini e fare festa. Frequenta il penultimo anno di liceo ed è una ragazza molto sportiva, ma la sua grande passione è la scrittura. Sofia ha già scritto tre libri, il primo quattro anni fa, il secondo nel 2015 e l’ultimo l’ha terminato pochi giorni fa. Un artista a tutti gli effetti con tanto di sito internet personale. I suoi libri hanno venduto 700 copie e sono stati pubblicati in privato, tranne il secondo, “Oltre la luce”, che presto sarà disponibile online e nelle librerie.
A 13 anni si hanno molti svaghi, raramente qualcuno scrive un libro. Cosa l’ha portata a fare ciò?
Nel primo libro, come nel secondo, mi hanno guidata emozioni forti ed improvvise. Ricordo bene la data, era la mattina del 20 ottobre 2013. Mi ero improvvisamente svegliata felice senza un particolare motivo. E da lì ho cominciato a scrivere i miei pensieri in un quaderno. Giorno dopo giorno, riga dopo riga, ne è uscito un vero e proprio libro. Così è nata la mia prima opera: “Niya il respiro di Sara”.
Nel suo secondo libro “oltre la luce” invece la protagonista è una ragazza di 16 anni che si chiama appunto Luce. Si può definire una sua autobiografia?
Non esattamente. Ho messo su carta la mia esperienza che può essere comune per gli altri. L’ho scritto in un momento difficile della mia vita, mentre mia madre ci stava lasciando. Scrivere in quel momento era una valvola di sfogo, era qualcosa che mi aiutava a colmare il vuoto che mi aveva lasciato. In punto di morte le avevo promesso che avrei scritto per lei. Questo libro parla di una ragazza affetta da malattia; essa si isola, ma nonostante ciò crede che la vita sia comunque una cosa positiva. Dopo aver scritto questo libro sono riuscita ad unire musica e scrittura, componendo e cantando una canzone seguendo queste tematiche “Light again” (luce ancora).
Lei ha appena concluso il suo terzo libro. Può anticipare qualcosa al riguardo?
“Un soffio di tempo”, a differenza degli altri, non è un’autobiografia. Parla del tempo, un fattore che l’uomo non può controllare. E’ ambientato in un’altra parte del mondo e la protagonista, Alissa, vede tutte le sfaccettature del tempo
C’è uno scrittore famoso alla quale si ispira?
Ultimamente ho poco tempo per leggere, però mi piace molto Alessandro D’Avenia uno scrittore siciliano conosciuto per il suo libro “Bianca come il latte, rossa come il sangue” da cui ne hanno ricavato un film.
Quello della scrittrice vuole che diventi a tutti gli effetti la sua professione?  
Sinceramente devo ancora decidere cosa fare da grande avendo molte passioni. Non penso di smettere di scrivere, poiché mi permette di esprimere le mie emozioni. Però non è una cosa che pretendo di raggiungere, non è detto che diventi la mia professione. La mia vita la immagino al mare, magari in un villaggio turistico, adoro l’acqua.

Articolo del Bassano week del 6 gennaio 2018

Articolo del Bassano week del 6 gennaio 2018