Le nostre parole

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Ecco a voi un assaggio di Oltre la luce…

LE NOSTRE PAROLE

Prologo

“E oggi una domanda mi rimbalza nel cuore: quando partirò per il mio viaggio, chi si ricorderà di me?
Così ho capito quanto sono importanti le parole e quanto diventano più importanti quando sono scritte.
Così ho deciso di scrivere la mia storia, attraverso fatti, pensieri, riflessioni… Carta e penna tra le mani. Perché ho capito che non tutti arrivano fino in fondo, perché dietro l’angolo c’è un altro mondo.
Ma io sarò pronta. Pronta e attrezzata per partire, per quel Percorso che nessuno chiama vita. Ma io penso che potrebbe esserlo. Un Cammino che crediamo ci porti lontano, quando in realtà ci riporta solamente lì, lì dove tutto ha avuto inizio: dentro di noi. E ritorneremo polvere, accompagneremo il vento e le nostre ali sapranno sorreggerci; sfioreremo gli alberi e accarezzeremo il cielo. Per davvero. Con tutti noi stessi. Non soltanto con un dito. I nostri occhi si apriranno e finalmente vedranno lo zucchero filato dell’aria, la doccia sulla terra, le lacrime dei monti, lo shampoo delle spiagge. Sentiremo il trapano del nostro cervello, il martello del nostro cuore… e il soffio del nostro spirito, che tiene in vita tutte le cose. E capiremo, capiremo che la vita è tutto quello che abbiamo, che non la possediamo realmente. La stringi in mano e scompare come una lucciola nella notte e non torna; è inutile ritardare, non ci pensare. Non si scherza. E ho capito che non ho tempo per pensare: è ora di agire, è ora di lasciare un segno. Piccolo, quasi invisibile… ma presente! Non passato o futuro: presente. Permanente.
Sono solo una misera creatura ma Madre Teresa era più povera di me. Sono solo una piccola scintilla, ma anche Anna Frank lo era.
Sono solo io. E sento di poterlo essere pienamente.
Basta lasciarsi andare; lascia andare tutto: la paura, la debolezza, la distanza, la rabbia, la morte.
Lasciati trasportare dalla corrente, vola tra le pagine di un libro, respira gli abissi sconosciuti, crea qualcosa su misura per te: ciò che ti occorre lo tieni tra le mani già da un po’. È solo che non lo vuoi vedere, è solo che non lo vuoi accettare.
Un puzzle a cui manca un pezzetto non è un puzzle, un orologio a cui manca una rotella non può dirsi tale; un mosaico, un dipinto e  un disegno senza il tuo colore non sono niente.
E tu sei quel pezzetto, sei quella rotella, sei quel colore.
Siamo la pedina di un progetto. Possiamo cambiare il mondo. Ma non lo cambieremo da fuori: scaveremo in noi e costruiremo una porta. E da qui passerà l’energia dell’umanità! Dal nostro cuore, attraverso le nostre parole. Attraverso l’inchiostro della nostra voce.
Il miglior modo per distruggere un uomo è puntare all’interno, mirare al cuore. Ma non con le armi: bastano le parole, che sono così importanti, ma sottovalutate e sprecate, uccise a coltellate da noi stessi. Sì, proprio noi.
Oggi invece le mie parole non distruggeranno, ma creeranno un vento, capace di trascinare l’uomo più serrato; una chiave capace di spalancare le porte. Oggi le mie parole saranno ricordate con un sorriso. E io mi impegnerò per questo… affinché riusciamo a stupirci con le nostre stesse frasi”